Giudice interiore

Al di là dell’idea di far bene e di far male c’è un posto. Lì t’incontrerò.Rumi

Il Giudice Interiore (o super ego) è quella struttura dentro di noi che non ci fa sentire mai sereni, che critica, paragona e giudica ogni cosa che facciamo o sentiamo. Esso si forma nei primi 7 anni di vita, ed è il frutto dell’interiorizzazione di tutti quei divieti, critiche o richieste che abbiamo ricevuto all’interno del nostro nucleo famigliare.

Giudice Interiore - Irene Sgarbi

Gli attacchi del Giudice Interiore si manifestano principalmente sotto forma di senso di colpa, vergogna e paura. E spesso anche con somatizzazioni tipo mal di testa, mal di stomaco, stanchezza cronica.

Ogni volta che tentiamo di seguire la nostra vera natura, uno slancio o un impulso dalla pancia, sentiamo che una voce dentro ci ferma. Ci insinua il dubbio che non vada bene, che sicuramente ci sarà un prezzo terribile da pagare, che verremo abbandonati. Oppure farà paragoni dicendo che se fai così succederà cosà come quella volta che… Come se tutto si potesse ripetere eternamente uguale, come se non avessimo mai reali possibilità.

Nel lavoro proposto esploreremo la nascita e la struttura del Giudice Interiore e sperimenteremo insieme alcune tecniche per riconoscerne la presenza e per fermarne gli “attacchi”. Imparando a riconoscere questi meccanismi, a svegliarci dalla “trance” in cui essi ci trascinano, inizieremo a ritrovare la strada verso casa… verso la nostra vera natura.
E vedremo come il nostro cambiamento produca spesso cambiamenti anche nelle persone a noi vicine.

Recupereremo la fiducia nelle nostre possibilità, il contatto con la voce del cuore, fuori dai conflitti mentali di giusto o sbagliato. Impareremo tecniche con cui potremo quotidianamente sostenere la nostra capacità di essere presenti in ciò che ci sta accadendo. Questa inversione di direzione è uno dei passaggi più complessi: gli ostacoli infatti sono molti, dato che l’abitudine di una vita intera lavora contro questa nuova attitudine. Qual è questa abitudine? È quella di far governare tutto il nostro sentire, pensare e agire da una struttura di protezione chiamata Super Ego (o Giudice Interiore). Egli stabilisce quali sono i sentimenti consentiti, le reazioni “legittime”, le pulsioni da censurare, dosa la nostra intensità, valuta il nostro operato, giustifica le nostre mancanze di presenza, i nostri eccessi di zelo.

Riconoscere l’esistenza del super ego (o giudice interiore), volgere lo sguardo da fuori a dentro – le difficoltà non sono generate dai comportamenti altrui ma dalla mia reazione ad essi – e riconoscere il corpo come risorsa sono i tre pilastri del lavoro.

Perchè approfondire sempre il lavoro sul Giudice?
Semplicemente perchè più giudichi, meno ami. (I. Sgarbi)